Il Gruppo dei Minimalisti Digitali ha deciso di dire
basta al tecnicismo esasperato che ormai regna incontrastato nell’ambito della
fotografia digitale. Siamo stanchi di vedere le nostre fotocamere trattate alla
stregua di comuni PC che dopo sei mesi sono già sorpassati. Il nostro
movimento si prefigge lo scopo di tenere alto l’onore di gloriose fotocamere
digitali che hanno segnato il periodo “pionieristico” delle
reflex digitali.
Ergo, lunga vita alle nostre
vecchiette che ci regalano e ci regaleranno ancora per molto tempo splendide
immagini che non temono il confronto delle più sofisticate
ammiraglie che le case fotografiche tentano di costringerci a comprare.
Il minimalista non è contro il
progresso della tecnologia, ma contro il meramente
commerciale che c’è in quello che viene presentano come nuovo ed
indispensabile. La nostra scelta non è di carattere nostalgico. Il nostro
interesse è anzi orientato all’evoluzione, ma del linguaggio fotografico che la
tecnologia sembra promettere ma raramente garantisce. Il nostro credo
fotografico ci porta verso una presenza equilibrata dell’autore all’interno del
suo lavoro fotografico. Vorremmo che i “timidi” fossero più presenti nelle loro
immagini mentre non apprezziamo l’eccessiva invadenza di altri. Anche in questo
caso la tecnologia dovrebbe essere funzione dell’immagine per aiutare l’autore
a trovare un proprio originale equilibrio espressivo.
Ecco il perché di una filosofia della
fotografia: solo attraverso un suo ripensamento l’uomo
potrà scongiurare la minaccia di asservimento alle macchine e ridare spazio a
quella libertà e a quel senso che nell’era postindustriale sembra avere
smarrito (V. Flusser).
Il manifesto del gruppo
(pdf)
Settembre
2007